Palazzo Emilei-Forti
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Palazzo Emilei - Forti, o più semplicemente palazzo Forti, occupa parte dell'isolato di origine romana delimitato da Via Forti, Via Massalongo, Corso S. Anastasia e Vicolo Due Mori.
Nei suoi oltre 5000 metri quadrati, ripercorre secoli di storia: dall’area romana, all’impianto medievale, dalle decorazioni settecentesche al restauro di Libero Cecchini.
La famiglia Emilei, di provenienza bresciana, entrò in possesso dell'immobile indicativamente nella seconda metà del 1400 e nel corso degli anni ha operato un vero e proprio rifacimento e ampliamento dello stabile.
Sono molti i personaggi storici che hanno dimorato a Palazzo Emilei : durante la campagna d'Italia, vi soggiornò Napoleone Bonaparte, mentre tra il 1849 e il 1853, il feldmaresciallo Josef Radetzky lo destinò a sede governativa di rappresentanza e abitazione.
Nel 1854 Pietro Emilei, che era stato internato a Salisburgo per attività antiaustriaca, fu costretto a vendere l'immobile a Israele Forti, ricco mercante ebreo originario di Sabbioneta.
Achille Forti, illustre botanico e ultimo discendente della famiglia, nel 1937 lasciò il palazzo in eredità al Comune di Verona che, come da volontà testamentarie, lo adibì inizialmente a museo d'arte moderna.
Dopo un lungo periodo in cui l’immobile fu destinato ad altri scopi, nel 1982 la Galleria d’Arte Moderna fu rilanciata con eventi che ebbero uno straordinario successo di pubblico e rimase a Palazzo Forti in maniera continuativa fino al 2012.
Nel 2014 fu trasferita definitivamente presso il prestigioso palazzo della Ragione, mentre gli ambienti di palazzo Emilei Forti furono destinati ad ospitare un museo dell'opera (AMO), rimasto attivo fino al 2019.
Attualmente Palazzo Forti è destinato a presidio culturale aperto e accessibile, ospitando eventi e mostre temporanee.
Contatti
Palazzo Emilei-Forti
Via Achille Forti 1 ( Come arrivare )

