Ponte di Castelvecchio
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Uno dei simboli distintivi della città di Verona, ritenuto l'opera più audace e mirabile del Medioevo veronese, il ponte venne realizzato tra il 1354 ed il 1356 da Cangrande II della Scala, con la funzione di avere una via di fuga sicura verso il Tirolo nel caso di sommosse da parte di fazioni nemiche interne alla città.
La poderosa costruzione vanta 3 arcate disuguali in cotto e presenta fortificazioni e merlature.
Nel 1802, a seguito dell'occupazione francese, vennero rimosse la torre sul lato campagna e le merlature, per poter alloggiare più facilmente i cannoni.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il ponte venne fatto saltare in aria dall'esercito tedesco in ritirata e ricostruito integralmente con muratura di mattoni e ghiere frontali in pietra su progetto dell'ingegnere Arturo Danusso e da un team composto dall'architetto Piero Gazzola, dall'ingegnere Alberto Minghetti per la parte tecnica e dall'architetto Libero Cecchini per la parte artistica.
Vi sono tracce di reimpiego di materiale edilizio d’epoca romana: una serie di capitelli corinzi murati nella prima pila verso Castelvecchio, visibili solo se il fiume è in secca (uno è stato estratto e posto sul camminamento) e un cippo funebre romano presso l’imbocco verso l’Arsenale (trovato nelle fondamenta durante la ricostruzione del ’45).
Contatti
Ponte di Castelvecchio
Corso Castelvecchio, 2 ( Come arrivare )

